- Il prezzo del Bitcoin al di sotto del costo mette sotto pressione i minatori.
- La difficoltà di mining reagisce al prezzo del BTC.
- L'hashrate mostra una maggiore sensibilità al mercato.
Secondo un'analisi di JPMorgan, il mining di Bitcoin dovrà affrontare crescenti pressioni finanziarie nel 2026. La banca ha sottolineato che la principale criptovaluta è stata scambiata al di sotto del suo costo di produzione stimato per cinque mesi consecutivi, un fattore che ha colpito in particolare le attività con costi più elevati.
Secondo il rapporto, il costo medio per produrre un bitcoin si aggira attualmente intorno ai 78 dollari. Nel frattempo, il prezzo del BTC si aggira intorno ai 62.500 dollari, creando uno squilibrio che riduce la redditività delle società di mining e impone aggiustamenti operativi in diverse regioni.
Gli analisti guidati da Nikolaos Panigirtzoglou hanno osservato che l'hash rate della rete e la difficoltà di mining hanno iniziato a reagire in modo più intenso alle fluttuazioni del prezzo del Bitcoin. Negli ultimi sei mesi, la correlazione tra difficoltà di mining e prezzo del BTC è aumentata significativamente, indicando che un numero maggiore di miner opera più vicino al punto di pareggio finanziario.
"Quando il bitcoin viene scambiato al di sotto del suo costo di produzione, i miner con costi più elevati riducono la loro capacità di mining, l'hashrate diminuisce e la difficoltà si adegua al ribasso. Questo schema è diventato evidente nella seconda settimana di giugno, quando la difficoltà è calata del 10%, il secondo calo di questa entità quest'anno (il precedente si è verificato lo scorso gennaio)", hanno affermato gli analisti.
Il calo della difficoltà di mining osservato a giugno ha attirato l'attenzione del mercato. L'aggiustamento negativo è stato uno dei più consistenti registrati quest'anno e sottolinea la temporanea disattivazione di alcune apparecchiature meno efficienti dalla rete.
Secondo i dati citati da JPMorgan, circa il 20% dei miner di Bitcoin opera attualmente in perdita. Questa situazione ha spinto le società quotate in borsa a vendere oltre 32 Bitcoin solo nel primo trimestre del 2026 per finanziare le spese operative e mantenere le proprie attività.
La banca ha inoltre sottolineato che la sensibilità dell'hashrate alle variazioni di prezzo dovrebbe rimanere elevata finché Bitcoin resterà lontano dal suo costo medio di produzione. Di conseguenza, nei prossimi mesi potrebbero verificarsi ulteriori aggiustamenti significativi alla difficoltà di mining.
Nonostante le difficoltà che il settore sta affrontando, gli analisti hanno sottolineato che il sentimento prevalentemente negativo tra gli operatori di mercato potrebbe in futuro fungere da "segnale ottimistico di contrasto".














