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VanEck cambia visione sulla Strategy dopo la nuova gestione delle riserve di Bitcoin

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VanEck cambia visione sulla Strategy dopo la nuova gestione delle riserve di Bitcoin
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A Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR) ha preservato integralmente il suo Programma di Monetizzazione del Bitcoin (BTC) da US$ 1,25 miliardi anche dopo aver venduto circa US$ 135 milioni della criptovaluta nella settimana scorsa. La valutazione è di Matthew Sigel, responsabile della ricerca su asset digitali di VanEck, che considera questo dettaglio un fattore importante per capire la nuova strategia finanziaria adottata dalla società di Michael Saylor.

Secondo Sigel, le vendite recenti non sono state effettuate all’interno del programma approvato dal consiglio di amministrazione per monetizzare parte delle riserve in Bitcoin. Nella pratica, ciò significa che l’azienda mantiene ancora tutta l’autorizzazione a vendere fino a US$ 1,25 miliardi in BTC qualora decidesse di utilizzare questo strumento in futuro.

Per il dirigente di VanEck, questa distinzione cambia il modo in cui gli investitori devono vedere Strategy. Invece di operare solo come un’azienda altamente esposta al Bitcoin, la società è passata a gestire in modo attivo diversi strumenti finanziari per rafforzare la propria struttura di capitale.

Durante la partecipazione al podcast di Scott Melker, Sigel ha riassunto questa visione commentando la trasformazione della società.

“Stai comprando un fondo hedge che può negoziare cinque cose: la propria struttura di capitale e Bitcoin. Che P/E pagheresti per un fondo hedge del genere? Ne pagherei pochissimo.”

Nella valutazione del dirigente, Strategy non funziona più solo come un veicolo di esposizione al Bitcoin. Oggi, secondo lui, la società gestisce simultaneamente le sue azioni ordinarie, quattro classi di azioni preferenziali e la sua riserva di BTC, utilizzando ciascuno di questi asset in base alle esigenze di finanziamento e liquidità.

Le vendite effettuate la scorsa settimana rafforzano questo cambiamento di impostazione. L’azienda ha negoziato inizialmente 1.363 BTC a un prezzo medio di US$ 59.256. Successivamente, ha venduto altri 2.225 BTC al prezzo medio di US$ 60.773, raccogliendo circa US$ 135 milioni.

Le risorse ottenute sono state destinate al pagamento di obbligazioni legate alle azioni preferenziali e al ripristino della riserva di cassa della società, che è tornata al livello di circa US$ 2,55 miliardi.

Il punto evidenziato da Sigel è che nessuna di queste operazioni ha utilizzato il Programma di Monetizzazione di BTC. Creato dal consiglio di Strategy, il meccanismo autorizza — ma non obbliga — la vendita fino a US$ 1,25 miliardi in Bitcoin per finanziare la riserva di cassa, pagare i dividendi delle azioni preferenziali, pagare interessi o riacquistare titoli e azioni della società.

Ciò significa che, oltre alle vendite già effettuate, l’azienda continua a disporre di tutta questa capacità se ritiene necessario ricorrere al programma in futuro. Nella visione dell’analista di VanEck, molti investitori credevano che le operazioni recenti avessero consumato parte di questo limite, mentre in realtà l’autorizzazione resta intatta.

La nuova politica rappresenta anche un cambiamento importante rispetto alla posizione storica di Michael Saylor. Per anni, il presidente esecutivo ha sostenuto che Strategy non avrebbe mai venduto i suoi bitcoin. Nel 2026, però, la società ha iniziato a trattare la sua riserva come un asset che può essere usato per ottimizzare la propria struttura finanziaria quando c’è una giustificazione economica.

Anche dopo le vendite, Strategy continua a essere il maggiore detentore corporate di Bitcoin al mondo. Le sue riserve sono passate da 847.363 BTC a circa 843.775 BTC, mantenendo un ampio vantaggio rispetto a qualsiasi altra società quotata in borsa.

Il cambiamento della strategia, tuttavia, divide le opinioni tra gli analisti. Mentre una parte del mercato ritiene che formalizzare una policy di vendita di Bitcoin crei una nuova variabile su cui gli investitori devono concentrarsi, altri valutano che il modello riduca il rischio di liquidazioni forzate permettendo alla società di gestire la propria liquidità con maggiore anticipo.

Per Sigel, il mercato deve anche rivedere il modo di prezzare Strategy. Nella sua valutazione, l’azienda non è più solo un proxy amplificato del Bitcoin e ha iniziato a operare come una gestore attivo di capitale, usando la propria struttura finanziaria e la propria posizione in BTC per cercare efficienza e creare valore in diverse condizioni di mercato.

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