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S&P 500 oggi scende con tensione in Medio Oriente; Nasdaq cala di oltre 1%

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S&P 500 oggi scende con tensione in Medio Oriente; Nasdaq cala di oltre 1%
Fonte: Bumgeun Nick Suh/Unsplash — S&P 500 oggi scende con tensione in Medio Oriente; Nasdaq cala di oltre 1%
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Il S&P 500 oggi opera in calo questo lunedì (13), mentre gli investitori reagiscono all’aumento delle tensioni in Medio Oriente dopo che l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la ripresa del blocco della navigazione iraniana nello Stretto di Hormuz. La misura ha spinto i prezzi del petrolio e ridotto l’appetito per gli asset a rischio, mettendo sotto pressione le borse americane.

Al momento della pubblicazione, l’S&P 500 arretrava 0,70%, a 7.522,52 punti. L’Dow Jones Industrial Average scendeva 0,39%, a 52.432,22 punti, mentre il Nasdaq Composite registrava la maggiore perdita tra i principali indici, con un calo di 1,37%, a 25.921,85 punti.

Il movimento di vendita colpiva anche le aziende a minore capitalizzazione. Il Russell 2000 arretrava 0,72%, a 2.956,50 punti, mentre l’indice di volatilità VIX avanzava 9,59%, fino a 16,47 punti, indicando una maggiore richiesta da parte degli investitori di protezione davanti alle incertezze del mercato.

Su Truth Social, Trump ha annunciato la nuova misura che coinvolge l’Iran e ha dichiarato:

"Stiamo ripristinando il BLOCCO IRANIANO, così chiamato perché impedisce soltanto l’ingresso o l’uscita di navi o clienti dall’Iran".

Successivamente, ha aggiunto:

"Da adesso gli USA saranno conosciuti come ‘IL GUARDIANO DELLO STRETTO DI ORMUZ’, ma, come tale, e per una questione di GIUSTIZIA, saranno rimborsati, con un’aliquota del 20% su tutta la merce inviata, per tutti i costi necessari per svolgere il lavoro di fornitura della sicurezza a questa regione molto instabile del mondo".

La dichiarazione ha ampliato le preoccupazioni sull’approvvigionamento globale di energia. I contratti future del petrolio WTI con scadenza ad agosto salivano 5,18%, fino a US$ 75,11 al barile, dopo gli scontri tra Stati Uniti e Iran durante il fine settimana che hanno aumentato il rischio per una delle rotte marittime più importanti del commercio mondiale.

Nel mercato degli asset alternativi, il Bitcoin seguiva anch’esso il movimento di avversione al rischio. La principale criptovaluta del mercato veniva scambiata a US$ 62.242,77, accumulando un calo di 2,95% nel giorno.

L’oro, tradizionalmente considerato un asset di protezione, operava anch’esso al ribasso. Il contratto veniva scambiato a US$ 4.009,20, con arretramento di 2,54%, mentre gli investitori ricalibravano le posizioni davanti al forte apprezzamento del petrolio.

Le azioni del settore dei semiconduttori figuravano tra le maggiori perdite della seduta. La SK Hynix restituiva parte dei guadagni registrati dopo il suo debutto al Nasdaq, mentre aziende come Micron Technology, Sandisk, Seagate Technology, AMD e Intel erano anch'esse sotto pressione per via delle vendite.

Oltre alle tensioni geopolitiche, gli investitori seguono l'avvio della stagione delle trimestrali aziendali negli Stati Uniti. Istituzioni come JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo pubblicano i loro risultati nel corso della settimana. Aziende come Netflix, Johnson & Johnson e UnitedHealth sono anche tra i principali appuntamenti del calendario.

Un altro focus del mercato è la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) di giugno, prevista per martedì. L'indicatore potrebbe offrire nuove indicazioni sulla traiettoria dell'inflazione negli Stati Uniti e influenzare le aspettative per la politica monetaria del Federal Reserve. Nello stesso giorno, il presidente dell'istituzione, Kevin Warsh, dovrebbe testimoniare davanti al Comitato per i Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti per presentare la relazione semestrale sulla politica monetaria.

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