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L’inflazione in Cina rallenta mentre i prezzi alla produzione raggiungono il picco più recente

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L’inflazione in Cina rallenta mentre i prezzi alla produzione raggiungono il picco più recente
Fonte: Hyunwon Jang/Unsplash — L’inflazione in Cina rallenta mentre i prezzi alla produzione raggiungono il picco più recente
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I prezzi al consumo in Cina hanno registrato una crescita più debole del previsto a giugno, mentre i prezzi alla produzione sono aumentati e si sono avvicinati al livello più alto di quasi quattro anni. Il movimento avviene in un contesto di costi elevati dell’energia e una domanda interna ancora contenuta.

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è salito dell’1% su base annua, al di sotto della previsione dell’1,1% e anche inferiore al 1,2% osservato a maggio. I dati sono stati pubblicati dal Dipartimento Nazionale di Statistiche, indicando una perdita di slancio nei consumi.

Anche il core dell’IPC, che esclude cibo ed energia, è avanzato dell’1% rispetto all’anno precedente, leggermente al di sotto del risultato del mese precedente. I prezzi degli alimenti, invece, sono scesi dell’1,6%, attenuando parte delle pressioni inflazionistiche e mantenendo l’indice generale sotto controllo.

In contrasto, l’indice dei prezzi alla produzione (IPP) è salito del 4,1% su base annua, accelerando rispetto al 3,9% registrato a maggio. Si tratta della crescita maggiore dal luglio 2022, trainata principalmente dai costi dell’energia e dalle commodities. Nel confronto mensile, però, l’indice è sceso dello 0,3%.

“I prezzi del petrolio sono, in generale, in un percorso di calo, il che impedirà all’IPP di aumentare ancora”, ha detto Tianchen Xu, economista senior di Economist Intelligence Unit. “Le fabbriche non riescono ad addebitare integralmente agli acquirenti della filiera gli aumenti dei costi”, ha aggiunto.

La performance attuale riflette anche un effetto base, poiché a giugno dello scorso anno i prezzi alla produzione erano scesi del 3,6%, in un contesto di intensa concorrenza sui prezzi nell’economia cinese.

La ripresa dell’IPP è iniziata a marzo, spinta dall’aumento dei costi di produzione dopo le tensioni nel Medio Oriente. Inoltre, la crescente domanda di tecnologie legate all’intelligenza artificiale ha contribuito ad aumentare i prezzi di apparecchiature e semiconduttori.

Nel settore industriale, l’attività manifatturiera ha mostrato un’espansione superiore alle attese a giugno, con particolare rilievo per la domanda estera. I prodotti collegati all’intelligenza artificiale continuano a essere tra i principali motori di questo progresso.

Gli analisti indicano che l’economia cinese mantiene una crescita disomogenea, con esportazioni solide a fronte di un consumo interno e di un settore immobiliare più deboli. Il comportamento cauto delle famiglie continua a pesare sulla domanda.

Alla luce di questo scenario, l’aspettativa è che le autorità cinesi mantengano un’impostazione prudente rispetto a nuovi stimoli economici. La combinazione tra industria resiliente e consumo moderato resta un fattore centrale per i prossimi mesi.

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