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I minatori inviano 150 mila BTC a Binance e aumentano l'attenzione del mercato

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I minatori inviano 150 mila BTC a Binance e aumentano l'attenzione del mercato
Fonte: Jakub Zerdzicki/Pexels — I minatori inviano 150 mila BTC a Binance e aumentano l'attenzione del mercato
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I miner di Bitcoin hanno ampliato in modo significativo il volume dei trasferimenti verso Binance nel corso di giugno, movimentando più di 150 mil BTC verso l'exchange. L'ammontare rappresenta il maggiore flusso di depositi provenienti dal mining registrato negli ultimi quattro mesi e ha riacceso il dibattito su una possibile pressione di vendita sul mercato.

I dati indicano un'attività più intensa dei wallet collegati alle operazioni di mining, in un momento in cui l'industria affronta sfide legate alla redditività e all'aumento dei costi operativi. Sebbene l'invio di Bitcoin agli exchange non significhi necessariamente una vendita immediata, il movimento aumenta la quantità di monete disponibili per la negoziazione.

Nei mesi precedenti, i flussi provenienti dai miner sono rimasti relativamente stabili. Il cambiamento osservato a giugno suggerisce che parte di queste aziende potrebbe stare cercando liquidità per coprire spese o approfittare di periodi favorevoli per realizzare profitti.

L'aumento dell'offerta disponibile negli exchange viene solitamente seguito da vicino dagli investitori. Se la domanda non accompagna la crescita dei depositi, il mercato potrebbe affrontare una pressione di vendita più elevata. D'altra parte, l'assorbimento di questo volume senza impatti significativi sui prezzi può indicare che gli acquirenti continuano a essere attivi e disposti ad assorbire l'offerta aggiuntiva.

Nel frattempo, l'Indice di Equilibrio di Mining di Alphractal ha registrato 0,75, segnalando che i miner stanno ottenendo ricavi al di sotto della media osservata nel corso degli ultimi dodici mesi. L'indicatore rafforza le sfide affrontate dal settore dopo l'halving e di fronte ai cambiamenti economici che influenzano l'attività.

La riduzione della redditività ha già portato diverse aziende di mining quotate in borsa a diminuire le loro riserve di Bitcoin. Tuttavia, l'analista indipendente Shanaka Anslem Perera sostiene che la trasformazione in corso va oltre le condizioni del mercato delle criptovalute.

Secondo lui, molte operazioni di mining a capitale aperto lavorano attualmente con costi medi vicini a US$ 80 mil per BTC prodotto. In alcuni casi, l'attività diventa poco attraente quando il prezzo della moneta rimane al di sotto di questa soglia. I recenti aggiustamenti negativi nella difficoltà della rete indicano anche che parte delle apparecchiature è stata spenta.

Perera ha inoltre sottolineato che la crescente domanda di infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale sta alterando la strategia di diverse aziende. Secondo la sua analisi, un megawatt di energia utilizzato per il mining può generare circa US$ 1 milhão all'anno, mentre la stessa capacità destinata a servizi di hosting per IA può produrre tra US$ 10 milhões e US$ 20 milhões annui.

Di conseguenza, asset come contratti energetici, terreni, connessioni alla rete elettrica e sistemi di raffreddamento vengono sempre più indirizzati verso progetti legati all'intelligenza artificiale. Tuttavia, Perera osserva che la rete Bitcoin continua a operare normalmente grazie al meccanismo di aggiustamento automatico della difficoltà, che ridistribuisce la redditività tra i partecipanti rimanenti man mano che alcuni miner lasciano l'attività.

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