Gli Stati Uniti possono intensificare la pressione sulle aziende cinesi di intelligenza artificiale valutando l’applicazione di sanzioni contro modelli di IA sospettati di utilizzare proprietà intellettuale sviluppata da società americane. La segnalazione è stata fatta dal segretario al Tesoro, Scott Bessent, nel contesto dell’avanzata di modelli open source creati in Cina, che stanno guadagnando spazio e aumentando la concorrenza con le principali aziende degli USA.
Durante un’intervista a Fox Business, Bessent ha affermato che il governo americano intende investigare se i modelli cinesi siano stati addestrati con tecnologia ottenuta in modo irregolare.
“Abbiamo visto molta conversazione su modelli open source che emergono e minacciano i grandi modelli di linguaggio negli Stati Uniti”, ha detto Bessent. “Questa amministrazione sostiene i modelli open source, ma ciò che non appoggiamo è il furto di proprietà intellettuale. Se vediamo, soprattutto, che modelli stranieri stanno rubando alle nostre grandi aziende, abbiamo la capacità di sanzionarli per quel furto.”
La dichiarazione arriva in un momento di rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale cinese. Uno dei punti di rilievo è il Kimi K3, sviluppato da Moonshot AI, che ha guadagnato notorietà per le sue prestazioni e ha iniziato a competere direttamente con modelli di aziende come OpenAI e Anthropic.
Lunedì sono emerse anche informazioni secondo cui il governo dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando misure più rigorose contro modelli cinesi open source. Tra le possibilità discusse c’è una restrizione ampia all’accesso a queste tecnologie nel mercato americano, sebbene l’argomento continui a generare divergenze.
L’eventuale adozione di sanzioni rappresenta un ulteriore passo nella strategia degli Stati Uniti per mantenere la leadership nella corsa all’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni, Washington ha già ristretto l’accesso della Cina a chip avanzati, ha rafforzato i controlli all’esportazione e ha intensificato le azioni per proteggere tecnologie considerate strategiche.
Un altro punto che divide le opinioni è la cosiddetta distillazione dei modelli, una tecnica che consente di trasferire parte delle capacità di un sistema di IA più grande a un modello più piccolo ed efficiente. Mentre alcune aziende considerano questa pratica una violazione di proprietà intellettuale, alcuni specialisti sostengono che non sempre configura un furto di tecnologia.
Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha criticato questa interpretazione affermando: "Sebbene sia necessaria la grande innovazione che deriva dai fornitori di modelli che hanno diritti d’uso equi per addestrare modelli su dati pubblici, trovo ironico che lo status quo sia, poi, imporre termini restrittivi alla distillazione."
Allo stesso tempo, le controversie che coinvolgono i diritti d’autore continuano a crescere. Questa settimana, Anthropic ha ottenuto l’autorizzazione per iniziare i pagamenti agli autori dopo un accordo da US$ 1,5 miliardi, derivante da una decisione giudiziaria relativa all’archiviazione di milioni di libri protetti da diritti d’autore per l’addestramento dei suoi sistemi di intelligenza artificiale.
Oltre alle discussioni sulla distillazione, una parte del settore valuta che l’avanzata dell’IA cinese sia anche il risultato di investimenti, ricerca propria e del rafforzamento dell’ecosistema open source, fattori che stanno riducendo la distanza tecnologica tra aziende cinesi e americane.

