Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro campagna di sanzioni finanziarie bloccando circa US$ 131 milioni in criptovalute presumibilmente collegate al governo dell’Iran. La misura arriva mentre le tensioni in Medio Oriente si aggravano e amplia gli sforzi delle autorità statunitensi per limitare l’accesso del Paese a risorse ottenute tramite operazioni considerate illegali.
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato sulla rete sociale X che l’Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) ha applicato nuove sanzioni contro diverse carte digitali associate alla Banca Centrale dell’Iran. Secondo il governo americano, l’iniziativa fa parte della strategia per interrompere i meccanismi di finanziamento utilizzati da enti iraniani.
Commentando l’operazione, Bessent ha affermato:
“Continueremo a tracciare il denaro in modo incisivo e a negare al regime iraniano l’accesso ai profitti dei suoi schemi di raccolta di fondi illecita.”
Parallelamente, l’investigatore blockchain noto come Specter ha comunicato che Tether ha congelato quattro carte sulla rete TRON che memorizzavano circa US$ 131 milioni in USDT. Secondo l’analisi diffusa, gran parte di tali risorse avrebbe origine da prelievi effettuati in precedenza tramite DTC Pay e l’exchange Bitso.
Successivamente, Specter ha dichiarato che le carte bloccate sarebbero collegate ad organizzazioni già sanzionate dall’OFAC, tra cui la Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) e la Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran. Il congelamento rappresenta una delle più grandi azioni recenti che coinvolgono stablecoin e sanzioni internazionali.
La misura è stata annunciata mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran torna a intensificarsi dopo la rottura del cessate il fuoco. Le forze statunitensi hanno riferito la ripresa del blocco navale ai porti iraniani e hanno mantenuto attacchi contro obiettivi militari per il quarto giorno consecutivo.
In risposta, le autorità iraniane hanno affermato di aver effettuato nuovi attacchi con droni contro la base militare di Al-Azraq, in Giordania, durante la settima fase della cosiddetta "Operazione Lampo". Secondo l’emittente statale IRIB, tra gli obiettivi colpiti c’erano installazioni militari, alloggi e depositi di attrezzature.
Allo stesso tempo, l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un’intervista che il Paese potrebbe ampliare le operazioni militari, includendo attacchi contro ponti e centrali energetiche, qualora Teheran non riprendesse i negoziati.
Il blocco delle carte avviene pochi mesi dopo un’altra operazione simile. A aprile, Tether aveva già congelato più di US$ 344 milioni in USDT su richiesta delle autorità statunitensi.
Inoltre, il Dipartimento del Tesoro ha recentemente ampliato le sanzioni contro il settore delle criptovalute iraniano includendo gli exchange Nobitex, Wallex, Bitpin e Ramzinex nella campagna "Furia Economica". Secondo il governo degli Stati Uniti, queste piattaforme hanno facilitato transazioni legate alla Guardia Rivoluzionaria Islamica e hanno aiutato l’Iran a aggirare le restrizioni economiche tramite le criptovalute.
Le autorità americane affermano inoltre che Nobitex ha coperto oltre la metà delle entrate di criptovalute in Iran durante il 2025 e ha aiutato la Banca Centrale iraniana a movimentare centinaia di milioni di dollari in stablecoin, rafforzando il focus delle sanzioni sul mercato degli asset digitali.


