La Corte Suprema della Corea del Sud ha presentato un aggiornamento delle norme di esecuzione civile che stabilisce procedure specifiche per sequestrare, congelare e vendere criptovalute, incluso il Bitcoin, nei procedimenti giudiziari. La proposta mira a standardizzare l’operato dei tribunali e a impedire ai debitori di utilizzare asset digitali per eludere l’adempimento delle decisioni della Giustizia.
Secondo le nuove regole, l’esecuzione sulle criptovalute avrà inizio con l’emissione di un ordine giudiziario di pignoramento. Da quel momento, il debitore è impedito di movimentare o trasferire gli asset, che dovranno essere consegnati direttamente a un ufficiale giudiziario responsabile della custodia. Il pignoramento produce effetti non appena gli asset vengono ricevuti ufficialmente dall’agente giudiziario.
La proposta definisce anche come le criptovalute sequestrate potranno essere convertite in denaro per soddisfare i crediti riconosciuti dalla Giustizia. Tra le alternative previste vi è l’emissione di un “ordine di trasferimento”, che consente agli asset di essere consegnati direttamente al creditore sulla base di una valutazione stabilita dal tribunale.
Un’altra possibilità sarà l’emissione di un “ordine di vendita”. In tal caso, l’ufficiale giudiziario potrà trasferire le criptovalute su un conto specifico presso una piattaforma autorizzata di asset virtuali per effettuare la liquidazione, oppure stabilire che il fornitore certificato stesso esegua la vendita degli asset digitali.
Inoltre, la Corte Suprema prevede meccanismi per facilitare la conversione degli asset. I tribunali potranno autorizzare lo scambio di token con minore liquidità con criptovalute più negoziate prima della vendita, rendendo il processo di liquidazione più efficiente.
Le modifiche includono anche misure preventive per impedire ai debitori di movimentare i propri asset durante lo svolgimento dei procedimenti. Tra queste figurano sequestri provvisori e ordini giudiziari per congelare i portafogli digitali fino alla conclusione delle controversie.
L’Amministrazione Nazionale dei Tribunali ha comunicato che riceverà suggerimenti da parte della società e di esperti sul testo dell’emendamento fino al giorno 11 agosto. L’aspettativa è che le nuove regole entrino in vigore ufficialmente a ottobre.
“È necessario stabilire procedure di esecuzione civile che si allineino alla natura giuridica e alla struttura delle transazioni di asset virtuali”, ha affermato la Corte Suprema, aggiungendo che le regole sono state elaborate per “garantire prevedibilità e stabilità giuridica” nelle controversie civili.
L’aggiornamento completa la Legge sulla Protezione dell’Utente di Asset Virtuali, in vigore dal luglio 2024. La legislazione prevedeva già che le aziende del settore separassero le risorse dei clienti, mantenessero la maggior parte degli asset in archiviazione cold e adottassero controlli contro pratiche irregolari.
Con la nuova regolamentazione, l’infrastruttura creata dalla legislazione del 2024 diventa utilizzabile anche per l’esecuzione di decisioni giudiziarie che coinvolgono Bitcoin e altre criptovalute, offrendo regole più chiare per pignoramenti, blocchi e liquidazione di asset digitali nelle controversie civili.

