Il Senato degli Stati Uniti ha rinviato temporaneamente l’analisi del Digital Asset Market Clarity Act, aumentando l’incertezza sull’avanzamento della principale proposta di regolamentazione delle criptovalute al Congresso nel 2026.
La decisione avviene mentre i senatori concentrano gli sforzi su un pacchetto di nomine federali e su una proposta di sanzioni contro la Russia. Con l’agenda fitta, la Legge della Chiarezza ha perso spazio nel calendario legislativo.
Il rinvio ha avuto ripercussioni negative e il prezzo del Bitcoin (BTC) è sceso vicino a US$ 63.167,00, con un calo di circa 3% nelle ultime 24 ore.
Il movimento si verifica mentre gli investitori seguono i prossimi passi della regolamentazione negli Stati Uniti. Il ritardo della Legge della Chiarezza aggiunge incertezza alla tempistica regolatoria attesa dal mercato.
Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha iniziato a gestire le nomine lunedì. L’aspettativa è che il progetto relativo alla Russia occupi l’aula la sera di martedì e entri nel processo di chiusura del dibattito.
Questa procedura richiede fasi formali e periodi di attesa prima di un voto. Poiché il Senato di solito limita il dibattito dei progetti controversi, la Legge della Chiarezza potrebbe restare bloccata finché non saranno completati altri provvedimenti.
La prospettiva più recente indica che un voto difficilmente avrà luogo prima della settimana prossima. La scadenza assume importanza perché la pausa estiva del Congresso inizia l’8 agosto, riducendo il tempo disponibile per approvare la proposta.
Oltre al calendario, i senatori devono ancora risolvere divergenze su una clausola di etica. Il dispositivo intende limitare l’operato di alti funzionari del governo, incluso l’attuale presidente degli USA, Donald Trump, in progetti legati alle criptovalute.
Il tema ha guadagnato slancio dopo che Trump ha accettato una clausola che limita i suoi contatti con asset digitali. I democratici, però, hanno ritenuto che le restrizioni fossero insufficienti rispetto agli affari di Trump legati al settore.
La proposta ha già affrontato altri ostacoli al Senato. Prima della questione etica, repubblicani e democratici hanno discusso regole che riguardano ricompense in stablecoins, mentre i banchieri hanno spinto per limiti per evitare concorrenza diretta con prodotti bancari.
Nella settimana scorsa, la questione etica è arrivata a un possibile punto di intesa. Trump ha accettato di sottoporsi a restrizioni sui suoi contatti con asset digitali, sebbene i democratici abbiano sostenuto regole più ampie.
Anche con questa intesa, le trattative non sono state sufficienti per mettere immediatamente la Legge della Chiarezza all’ordine del giorno del voto. La mancanza di tempo in aula è diventata un altro ostacolo rilevante per la proposta.
La Camera dei Rappresentanti ha già approvato una versione simile della legislazione, ma il testo dovrà comunque superare il Senato. Se durante la trattazione venisse modificato, potrebbe anche tornare alla Camera prima di passare alla firma presidenziale.
Se la Legge della Chiarezza non riuscirà a trovare spazio nel 2026, il settore potrebbe dipendere maggiormente dall’implementazione della Legge GENIUS e dalle iniziative regolatorie della SEC e della CFTC.
Il calendario legislativo lascia poche opportunità. Camera e Senato torneranno per alcune settimane a settembre, prima del periodo di transizione successivo alle elezioni di novembre.
In quel lasso di tempo, i progetti in sospeso possono affrontare nuove dispute politiche. Anche il cosiddetto periodo di transizione può accelerare alcuni voti, anche se la mancanza di consenso potrebbe potenzialmente impedire progressi.
Anche se il Senato approvasse la Legge della Chiarezza, la proposta dovrà passare nuovamente alla Camera qualora subisca modifiche. Solo dopo questa fase potrebbe arrivare sul tavolo di Trump per un’eventuale approvazione.
L’attuale presidente degli USA ha pubblicamente sostenuto l’approvazione di regole più chiare per il mercato delle criptovalute. Tuttavia, il testo deve ancora affrontare divergenze politiche che potrebbero rendere difficile la sua approvazione senza nuovi cambiamenti.
Se una proposta approvata arrivasse alla Presidenza e rimanesse senza azione per dieci giorni, la legislazione potrebbe entrare automaticamente in vigore, secondo le regole costituzionali applicabili.

