Le borse dell’Asia hanno iniziato la settimana con un andamento misto questo lunedì (20), in mezzo all’aumento delle tensioni in Medio Oriente e alla prosecuzione degli attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran, un fattore che ha ridotto l’appetito degli investitori per asset a maggior rischio.
La principale nota di rilievo è stata la Corea del Sud, dove l’indice Kospi ha aperto in calo di 0,74% mentre l’indice delle società a minore capitalizzazione, il Kosdaq, è sceso di 1,66% nei primi scambi.
La pressione di vendita si è intensificata nel corso della seduta, portando la Korea Exchange (KRX) ad attivare il meccanismo noto come sell-side sidecar, interrompendo temporaneamente le negoziazioni automatizzate sul mercato.
Il meccanismo entra in funzione quando i contratti futures del Kospi 200 registrano un calo del 5% o più per almeno un minuto, sospendendo le operazioni programmate per cinque minuti. La misura mira a contenere movimenti bruschi e ridurre la volatilità nei momenti di forte stress sul mercato.
Nel frattempo, i mercati della Cina e di Hong Kong hanno mostrato un comportamento più resiliente.
Nella Cina continentale, l'indice CSI 300 ha aperto praticamente stabile dopo che la Banca Popolare della Cina ha mantenuto, per il 14º mese consecutivo, i suoi principali tassi di riferimento invariati. La decisione era già ampiamente attesa dal mercato e ha rafforzato la strategia delle autorità di preservare la stabilità della politica monetaria.
A Hong Kong, l'indice Hang Seng è avanzato 1,52% all'apertura, spinto principalmente dall'apprezzamento delle azioni dei settori della sanità e dell'energia, che ha compensato parte delle preoccupazioni legate allo scenario geopolitico.
In Australia, l'indice S&P/ASX 200 ha registrato un rialzo di 0,34%, riflettendo un andamento relativamente positivo rispetto ad altri mercati della regione.
I mercati del Giappone sono rimasti chiusi per una festività nazionale, riducendo il volume degli scambi in Asia.
Prima dell'apertura, i contratti futures indicavano già una seduta prudente. I future del Hang Seng venivano scambiati a 24.602 punti, sopra la chiusura precedente di 24.562,24 punti, mentre i future del S&P/ASX 200 erano a 8.814 punti, rispetto alla chiusura di venerdì scorso a 8.796,70 punti.
Gli investitori continuano a monitorare l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, che resta il principale fattore di rischio per i mercati globali e può mantenere elevata la volatilità sulle Borse asiatiche nel corso delle prossime sessioni.

