- Peter Schiff sostiene l'adozione di stablecoin garantite al 100% dal dollaro.
- Jamie Dimon critica la bozza di legge sulla regolamentazione delle criptovalute.
- Il dibattito sulle stablecoin e sull'antiriciclaggio si intensifica negli Stati Uniti.
L'economista Peter Schiff ha nuovamente attirato l'attenzione del mercato esprimendo pubblicamente il suo disaccordo con le critiche mosse da Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, in merito alla regolamentazione delle stablecoin negli Stati Uniti. Noto per la sua storica posizione anti-Bitcoin e anti-criptovalute, Schiff ha sorpreso alcuni nella comunità sostenendo che gli emittenti di stablecoin non dovrebbero essere trattati allo stesso modo degli istituti bancari tradizionali.
La discussione ha preso slancio dopo i commenti di Dimon sul disegno di legge CLARITY Act. Il dirigente ha sostenuto che le società di criptovalute che offrono prodotti a rendimento svolgerebbero funzioni simili a quelle delle banche e dovrebbero quindi attenersi agli stessi standard in materia di capitale, conformità normativa e antiriciclaggio.
Schiff ha contestato apertamente questa visione in un post sul social network X. Secondo lui, equiparare gli emittenti di stablecoin alle banche tradizionali ignora le differenze fondamentali tra i due modelli di business.
"È assurdo", ha scritto. "Le banche sono assicurate dalla FDIC e concedono prestiti rischiosi in base a un sistema a riserva frazionaria. Gli emittenti di stablecoin non lo fanno."
Dopo essere stato interrogato dai suoi follower su una possibile contraddizione con le sue precedenti critiche al settore delle criptovalute, Schiff ha chiarito che la sua posizione riguarda la specifica struttura delle stablecoin garantite da asset considerati sicuri.
“Le stablecoin hanno applicazioni pratiche e gli emittenti non sono banche, soprattutto se i token sono garantiti al 100% da dollari e investiti esclusivamente in titoli di Stato.”
La reazione è stata immediata. La giornalista Eleanor Terrett ha osservato che le figure esterne al mercato delle criptovalute raramente si battono per un trattamento normativo differenziato per le stablecoin, soprattutto a fronte delle crescenti pressioni da parte di banche e autorità di regolamentazione.
Le dichiarazioni di Dimon sono giunte settimane dopo l'approvazione del CLARITY Act da parte della Commissione bancaria del Senato statunitense. Il dirigente ha affermato che alcune disposizioni del disegno di legge potrebbero consentire alle società di criptovalute di offrire rendimenti simili a quelli dei depositi bancari senza essere soggette agli stessi requisiti normativi.
Durante il dibattito, Dimon ha criticato anche l'amministratore delegato di Coinbase, Brian Armstrong, affermando che "sta dicendo sciocchezze". Armstrong ha risposto dicendo di essere "un po' perplesso" dalle dichiarazioni, ma ha aggiunto di nutrire comunque "molto rispetto" per il leader di JPMorgan.
La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali sostenitrici della proposta, ha respinto le critiche affermando che probabilmente Dimon non aveva analizzato il testo completo o stava cercando di "ingannare la gente". Secondo lei, il disegno di legge estende agli asset digitali diversi requisiti già previsti dalla legge sul segreto bancario.












