Lo Shiba Inu è tornato sotto i riflettori del mercato cripto. In soli due sessioni di contrattazione, il token meme ha accumulato guadagni arrivati a 40%, ha incorporato circa US$ 1 miliardo al suo valore di mercato e ha riconquistato il 25° posto nella classifica di CoinMarketCap. Il movimento ha confermato, quasi punto per punto, lo scenario delineato nelle analisi pubblicate la settimana scorsa — ma i dati on-chain suggeriscono che il piccolo investitore abbia poca motivazione per aprire lo champagne.
Un rialzo nato nel vuoto
Il punto centrale per capire il balzo di SHIB non sta nella domanda, ma nell’assenza di essa dall’altro lato del libro degli ordini. Circa quattro giorni fa, i report già indicavano che i libri degli ordini dei principali exchange erano anormalmente vuoti: il piccolo investitore era sparito dal mercato e buona parte dell’offerta circolante era migrata su wallet cold, fuori dalla portata immediata della negoziazione.

Questa tesi si è confermata. Con poche ordini di vendita posizionati sui gradini di prezzo sopra, qualsiasi acquisto di dimensioni rilevanti spinge la quotazione di diversi livelli in una sola volta. È esattamente ciò che è successo — un apprezzamento amplificato dalla scarsità di liquidità, non necessariamente da un’ondata di nuovi compratori.
Cosa mostrano davvero i dati on-chain
Nelle ultime 24 ore, gli exchange hanno registrato afflussi lordi vicini a 2,4 trilioni di SHIB, mentre il prezzo è balzato da circa US$ 0,0000042 a qualcosa intorno a US$ 0,0000054. A prima vista, un numero del genere spaventa: i depositi sugli exchange di solito vengono letti come un’intenzione di vendita.
Ma il numero lordo inganna. Nello stesso intervallo, circa 2,376 trilioni di token hanno lasciato le piattaforme. Quindi: contro i circa 2,399 trilioni che sono entrati, il flusso netto è rimasto solo di circa 22,6 miliardi di SHIB — una frazione minima del volume apparente.
La lettura corretta, quindi, non è quella di 2 trilioni di token scaricati lato vendite, ma di un intenso ribilanciamento di posizioni in entrambe le direzioni, tipico di trader, market maker e grandi detentori che ribilanciano i wallet durante un rimbalzo. Vale la pena ribadirlo: i flussi osservati provengono da wallet di exchange monitorati in modo aggregato, e non c’è evidenza di una singola balena identificabile dietro i depositi.
Questo rende la reazione del prezzo più significativa del volume stesso. Anche in presenza di depositi elevati, i compratori hanno assorbito l’offerta disponibile e hanno portato il SHIB sopra le sue medie mobili di breve termine — un segnale che c’è stata una domanda reale, anche se in un contesto di liquidità fragile.
Il silenzio di Shytoshi Kusama dura già 74 giorni
Mentre il grafico si muove, la community segue anche un altro contatore: quello del silenzio di Shytoshi Kusama. Il principale ambasciatore del progetto non pubblica né interagisce su X dal 13 maggio — sono 74 giorni senza alcuna manifestazione pubblica in rete.
L’allontanamento non è inedito. Kusama si era già ritirato in modo simile alla fine del 2025 e in parte del 2026, e a gennaio aveva giustificato l’assenza precedente rivelando un progetto indipendente di intelligenza artificiale che stava sviluppando in parallelo.
Il dettaglio che alimenta la speculazione è il modello: in occasioni passate, lunghi periodi di silenzio sono stati precedenti ad annunci rilevanti. Poiché Kusama di solito usa X come canale principale — tra l’altro modificando biografia e localizzazione del profilo per dare indizi velati, oltre a ricorrere a trasmissioni in diretta —, la community ha iniziato a cercare segnali tra i collaboratori dell’ecosistema e nell’attività on-chain. Tuttavia, fino alla chiusura di questo articolo, non c’è alcuna conferma che un annuncio sia imminente.
Le burn continuano a ritmo sostenuto
Indipendentemente dall’assenza dell’ambasciatore, il meccanismo di burn a cui la community dà impulso continua a funzionare. Secondo i dati di Shibburn, nelle ultime 24 ore sono stati distrutti 7,15 milioni di SHIB, con un tasso giornaliero di burn in aumento del 66%.
Nel complesso, il volume arriva a 60,58 milioni di token bruciati in sette giorni e a 288,61 milioni in 30 giorni. Robinhood risulta come il maggiore responsabile nel periodo mensile, avendo inviato 152.792.823 SHIB a wallet inattivi nel corso di 106 transazioni.
Ciononostante, è necessario dimensionare l’effetto: di fronte a un’offerta nell’ordine delle centinaia di trilioni di token, l’impatto delle burn sulla scarsità resta marginale nel breve periodo. Il valore è più simbolico e narrativo che strutturale.
Cosa osservare da qui in avanti
Tre punti definiscono il prossimo capitolo di SHIB:
- Ritorno della liquidità. Se i libri degli ordini continuano a essere sottili, la stessa dinamica che ha spinto il prezzo verso l’alto potrebbe funzionare nella direzione opposta, con cali altrettanto rapidi.
- Comportamento del flusso netto. Un’inversione costante verso deflussi netti dalle exchange indicherebbe accumulazione; flussi netti in entrata crescenti segnalerebbero la formazione di pressione di vendita.
- Ritorno di Kusama su X. Qualsiasi pubblicazione dopo 74 giorni tende a generare una reazione immediata nella community, nel bene o nel male.
Per ora, il rally di Shiba Inu è reale nel grafico, ma costruito su una base tecnica ristretta. Senza il ritorno del retail e senza profondità nei libri degli ordini, la sostenibilità del movimento resta aperta.

