I mercati asiatici hanno aperto la sessione di mercoledì in tono positivo, con la Corea del Sud che ha guidato il passo tra i principali indici della regione. Il Kospi ha guidato i guadagni, salendo di oltre 5%, mentre il Kosdaq è avanzato del 2%.
In Giappone, il Nikkei 225 ha registrato un rialzo dello 0,34%, mentre il Topix è rimasto pressoché stabile. Il future sull’indice a Chicago veniva scambiato a 67.145 punti, rispetto all’ultimo closing di 66.232,19.
In Australia, l’S&P/ASX 200 è salito dello 0,12%, con i future intorno a 8.763 punti, a fronte dell’ultimo closing di 8.793,3. A Hong Kong, l’Hang Seng è sceso dello 0,66%, mentre il CSI 300 del continente ha guadagnato lo 0,15%.
I future dell’Hang Seng venivano quotati a 24.978 punti, sotto l’ultimo closing di 25.132,29, segnalando cautela tra gli investitori di fronte all’instabilità geopolitica nel Medio Oriente.
Sul fronte economico, i dati sul commercio estero del Giappone hanno colto di sorpresa. Le esportazioni di giugno sono cresciute del 19,3% su base annua, il ritmo più forte da novembre 2022, spinte da apparecchiature per semiconduttori e dallo yen più debole.
Il risultato ha superato la previsione del 18,6% degli economisti intervistati da Reuters ed è stato superiore al 16,8% di maggio. Le spedizioni verso l’Asia sono balzate del 22,7%, con un focus sul rialzo del 46,4% nelle vendite a Taiwan.
Le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale giapponese, sono aumentate del 17,6%, mentre le rimesse verso gli Stati Uniti sono salite del 13% nel periodo.
La valuta giapponese, tuttavia, è rimasta sotto pressione. Lo yen è sceso al minimo di quattro decenni, a 163,15 per dollaro, portando la ministra delle Finanze, Satsuki Katayama, ad affermare che il Paese è pronto per una "azione decisiva" sul cambio, se necessario.
Per Dominic Schnider, di UBS, "i rischi di intervento sono essenzialmente una realtà tutti i giorni". Ha valutato che un aumento di 0,25 punto percentuale "non cambierà il quadro generale".
Secondo lo specialista, la Banca del Giappone deve segnalare che "i risparmiatori avranno migliori tassi reali", un movimento che, nella sua visione, aiuterebbe lo yen a "stabilizzarsi facilmente".

