I mercati azionari della Asia-Pacifico hanno iniziato la giornata di martedì sotto pressione, mentre gli investitori hanno reagito all’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. La decisione dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di proporre tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Ormuz e di ripristinare il blocco ai porti iraniani ha aumentato l’avversione al rischio nei mercati internazionali.
Il movimento avviene in un momento di crescente preoccupazione per i possibili impatti sul commercio marittimo e sulla fornitura globale di energia. Lo Stretto di Ormuz è una delle rotte più strategiche al mondo per il trasporto del petrolio e qualsiasi minaccia al flusso delle navi di solito provoca una forte reazione nei mercati finanziari.
In Giappone, l’indice Nikkei 225 ha registrato un calo dell’1,17%, mentre il Topix è sceso dello 0,51% durante le contrattazioni. In Corea del Sud, il Kospi ha perso 2,01%, insieme all’indice delle piccole società Kosdaq, che è sceso dell’1,8%.
In Australia, anche l’indice S&P/ASX 200 ha aperto in ribasso, con un calo dello 0,29%. I contratti futures indicavano un’apertura più debole, con l’ultimo prezzo scambiato a 8.775 punti, al di sotto della chiusura precedente di 8.808,5 punti.
A Hong Kong, anche i contratti futures dell’Hang Seng indicavano pressione negativa. L’indice futuro veniva scambiato a 24.158 punti, al di sotto della chiusura precedente di 24.213,72 punti, rafforzando il sentiment di cautela tra gli investitori della regione.
Secondo quanto riferito dall’attuale presidente degli Stati Uniti in un post su Truth Social, gli Stati Uniti torneranno a imporre il blocco ai porti iraniani situati vicino allo Stretto di Ormuz, area considerata il principale focus del conflitto tra Washington e Teheran.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti hanno respinto la proposta dell’Iran di imporre un pedaggio alle imbarcazioni che transitano nello stretto. Esperti del settore marittimo, regolatori internazionali e membri dello stesso governo statunitense hanno affermato che la misura sarebbe incompatibile con il diritto internazionale.
L’escalation delle tensioni geopolitiche ha aumentato la ricerca di asset considerati più sicuri e ha ampliato la volatilità nei mercati globali. Oltre alle borse asiatiche, gli investitori seguono anche i possibili impatti sul prezzo del petrolio, delle commodity e del Bitcoin, che tende a reagire rapidamente a eventi di grande rilevanza internazionale.
Il focus dei mercati resta rivolto ai prossimi sviluppi diplomatici e militari che coinvolgono Stati Uniti e Iran, mentre i partecipanti al mercato valutano come le nuove restrizioni nello Stretto di Ormuz possano influenzare il commercio internazionale e la propensione ad asset di rischio nei prossimi giorni.

