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La Corea del Sud avvia una procedura contro Dunamu dopo l’attacco a Upbit

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La Corea del Sud avvia una procedura contro Dunamu dopo l’attacco a Upbit
Fonte: Big_Heart/Pixabay — La Corea del Sud avvia una procedura contro Dunamu dopo l’attacco a Upbit
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L Dunamu, società responsabile della piattaforma di scambio di criptovalute Upbit, ha iniziato ad affrontare un procedimento di sanzioni in Corea del Sud a seguito dell’attacco hacker che ha portato al furto di circa US$ 30 milioni in asset digitali alla fine del 2025. Il provvedimento è stato avviato dal Financial Supervisory Service (FSS), che ha concluso un’ispezione sull’incidente e ha recentemente inoltrato un rapporto alla società.

L’indagine avviene circa otto mesi dopo l’attacco che ha colpito la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute del paese per volume di contrattazioni. In quell’occasione, i criminali sono riusciti a dirottare 44,5 miliardi di won, equivalenti a circa US$ 30 milioni, in asset basati sulla criptovaluta Solana (SOL). Secondo le informazioni diffuse, i trasferimenti sono stati effettuati verso un wallet esterno nell’arco di circa 54 minuti.

Dopo aver identificato l’intrusione, l’Upbit ha utilizzato risorse proprie per rimborsare i clienti colpiti. La società ha dichiarato di aver coperto circa 38,6 miliardi di won nelle perdite e di essere riuscita a congelare circa 2,6 miliardi di won degli asset rubati, mentre continua a lavorare per recuperare parte dei valori dirottati.

Oltre all’attacco in sé, la piattaforma è stata anche oggetto di critiche per il modo in cui ha comunicato l’incidente al mercato. L’annuncio è avvenuto solo dopo la chiusura di un evento legato alla fusione tra la Dunamu e la Naver Financial, operazione che dipende ancora dal completamento e che è stata rinviata alla fine di dicembre di quest’anno.

L’ente regolatore sta valutando se ci sia stato un mancato rispetto della Legge sulla tutela degli utenti di asset virtuali, la legislazione principale rivolta al mercato delle criptovalute in Corea del Sud. Tuttavia, gli specialisti indicano che la norma presenta limitazioni, poiché il suo focus è sulla protezione degli utenti e su pratiche commerciali sleali, senza stabilire sanzioni specifiche per attacchi informatici o guasti dell’infrastruttura tecnologica.

Di fronte a questa lacuna, le autorità sudcoreane stanno valutando l’inclusione di nuove regole nella futura Legge Fondamentale sugli Asset Digitali. La proposta mira a creare dispositivi specifici per rendere responsabili i broker nei casi di attacchi di hacker, oltre a definire criteri per sanzioni e indennizzi derivanti da incidenti che coinvolgono la tecnologia dell’informazione.

Il governatore del Servizio di Supervisione Finanziaria, Lee Chan-jin, aveva già indicato in precedenza che, sebbene l’attuale normativa presenti limiti, l’episodio non poteva essere ignorato dal regolatore. Dopo il periodo di chiarimenti concesso a Dunamu, la FSS dovrà comunicare il livello della sanzione proposta. La decisione finale sarà di competenza del Comitato di Revisione delle Sanzioni, della Commissione per i Titoli e dei Futures e della Commissione per i Servizi Finanziari.

Nel frattempo, le indagini proseguono. Le autorità sudcoreane continuano a sospettare il coinvolgimento del Gruppo Lazarus, legato alla Corea del Nord, anche se la paternità dell’attacco non è stata confermata ufficialmente da Upbit né dagli enti regolatori.

In parallelo, il regolatore ha anche concluso un’ispezione presso il broker Bithumb, collegato a un incidente riguardante l’assegnazione errata di bitcoin. Le procedure per eventuali sanzioni dovrebbero iniziare dopo la conclusione delle analisi giuridiche, mentre la FSS riprende le sue ispezioni regolari a metà di agosto.

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