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La Cina aumenta la tensione militare e avvicina gli alleati degli Stati Uniti in Asia

La Cina amplia la capacità di dissuasione nucleare marittima.

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La Cina aumenta la tensione militare e avvicina gli alleati degli Stati Uniti in Asia
Fonte: Li Yang/Unsplash — La Cina amplia la capacità di dissuasione nucleare marittima.
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Il nuovo test di un missile balistico lanciato da un sottomarino nucleare della Cina ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nella regione Asia-Pacifico. Gli analisti ritengono che la dimostrazione di capacità militari tenda a produrre un effetto opposto a quello desiderato da Pechino, spingendo i Paesi vicini ad ampliare alleanze di difesa e a rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti e i partner regionali.

La lancio è avvenuto di lunedì, quando un sottomarino della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare ha sparato un missile con una testata simulata verso acque internazionali dell’Oceano Pacifico. Secondo l’agenzia statale cinese Xinhua, il proiettile ha colpito con precisione l’area prevista e faceva parte di un addestramento militare di routine, senza avere come obiettivo alcun paese.

L’esercitazione rappresenta il primo test strategico della Cina nella regione da settembre 2024, quando Pechino ha effettuato un lancio di un missile balistico intercontinentale con capacità nucleare verso le vicinanze della Polinesia Francese. Da allora, gli specialisti seguono l’evoluzione della capacità nucleare cinese basata a terra, in mare e in aria.

Per Ely Ratner, ex vice segretario alla Difesa degli Stati Uniti per le questioni di Sicurezza dell’Indo-Pacifico, il movimento dovrebbe avvicinare ulteriormente gli alleati americani nella regione. “Questa assertività di Pechino dovrebbe servire ad approfondire i legami tra gli alleati degli Stati Uniti in Asia.”

Jeremy Chan, analista senior di Eurasia Group, ritiene che il lancio accresca le preoccupazioni già esistenti per la rapida modernizzazione militare cinese. “La Cina ha utilizzato principalmente questo lancio di missile per testare e dimostrare la sua capacità di secondo attacco nucleare”, ha affermato. Secondo lui, dopo i test terrestri e marittimi, un futuro lancio aereo potrebbe completare nuove fasi della dimostrazione della triade nucleare cinese.

Negli ultimi anni, Pechino ha accelerato gli investimenti per consolidare la sua capacità di lanciare armi nucleari via terra, sottomarini e aerei. Questa struttura amplia la sua capacità di deterrenza in eventuali crisi che coinvolgono gli Stati Uniti o dispute nell’Indo-Pacifico.

Sebbene il governo cinese non abbia comunicato quale modello sia stato utilizzato, gli specialisti indicano che il lancio probabilmente ha coinvolto il JL-3, considerato il missile balistico lanciato dai sottomarini più moderno del Paese. L’equipaggiamento ha un’autonomia sufficiente a colpire parte del territorio continentale degli USA quando viene sparato vicino alla costa cinese.

Il portavoce del Ministero della Difesa della Cina, Chen Xi, ha dichiarato che l’esercitazione ha raggiunto i suoi obiettivi e ha informato che i Paesi vicini hanno ricevuto un avviso preventivo. “Pechino mantiene le sue forze nucleari al livello minimo necessario per la sicurezza nazionale e non si coinvolgerà in una corsa agli armamenti nucleari con alcun Paese.”

Nonostante questa giustificazione, il test ha provocato reazioni immediate tra i governi della regione. La ministra degli Affari Esteri dell’Australia, Penny Wong, ha definito l’azione “destabilizzante per la regione” e ha affermato che avviene in un periodo di rapida espansione militare cinese.

Anche il ministro degli Affari Esteri della Nuova Zelanda, Winston Peters, ha criticato il lancio, sottolineando che il governo cinese ha informato Wellington solo poche ore prima dello sparo. D’altro canto, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha affermato che la crescita accelerata e poco trasparente dell’arsenale nucleare cinese resta una fonte di preoccupazione a livello internazionale.

Intanto, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Filippine e altre nazioni del Pacifico stanno ampliando esercitazioni militari congiunte, accordi di difesa e investimenti per la sicurezza. Le Fiji hanno recentemente firmato un trattato di difesa reciproca con Canberra, mentre Vanuatu ha concordato di impedire l’installazione di basi militari straniere sul suo territorio, misure interpretate dagli specialisti come parte della risposta regionale all’aumento della presenza militare della Cina nel Pacifico.

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