L’indice S&P 500 ha registrato un lieve rialzo questo venerdì, sostenuto dalla ricerca degli investitori di settori considerati più difensivi. Nonostante l’avanzamento della seduta, il principale indicatore del mercato azionario degli Stati Uniti continuava a essere avviato a chiudere la settimana con una performance negativa.
Il movimento si è verificato in mezzo a prese di profitto nelle aziende tecnologiche e alla ricerca di azioni legate alla sanità, ai servizi pubblici e ai beni di consumo essenziali. Lo scenario è stato influenzato anche da nuovi dati economici e da aspettative legate alla politica monetaria della Federal Reserve.
I principali indicatori finanziari hanno mostrato un andamento misto nel corso della sessione. L’S&P 500 era scambiato a 7.359,00 punti, con un rialzo di 0,02%. Il Dow Jones Industrial Average cedeva 0,08%, a 51.876,70 punti, mentre il Nasdaq operava praticamente stabile a 25.359,35 punti.
Tra gli indici a minore capitalizzazione, il Russell 2000 registrava un calo di 0,03%, quotato a 3.006,90 punti. L’indice di volatilità VIX rimaneva praticamente invariato a 18,88 punti, con un lieve calo di 0,05%.
Nel mercato delle commodity, l’oro avanzava di 1,43%, raggiungendo US$ 4.105,40 per oncia. Il petrolio WTI con consegna ad agosto de 2026 registrava un forte calo di 4,10%, venendo scambiato a US$ 68,97 al barile.
Tra gli asset digitali, il Bitcoin era scambiato a US$ 59.910,89, accumulando un rialzo di 1,19% nella giornata. La performance positiva della maggiore criptovaluta del mercato contrastava con la pressione osservata su parte delle azioni tecnologiche.
Durante la seduta, l’S&P 500 e il Nasdaq sono arrivati a salire di circa 0,5%, mentre il Dow Jones ha registrato un guadagno di circa 181 punti. Ciononostante, il cumulato settimanale mostrava segnali di debolezza per gli indici più esposti al settore tecnologico.
L’S&P 500 era avviato a una perdita superiore a 1% nella settimana. Il Nasdaq, più concentrato nelle aziende tecnologiche, accumulava un calo vicino a 4%. Al contrario, il Dow Jones restava in traiettoria positiva, con un avanzamento di circa 1% nel periodo.
Le azioni del settore sanitario hanno guidato i guadagni della giornata. I titoli di Eli Lilly sono balzati di quasi 6%, mentre Johnson & Johnson ha registrato un rialzo superiore a 3%. Anche AbbVie è salita di oltre 2%, ampliando l’interesse degli investitori per aziende considerate più resilienti di fronte alle incertezze del mercato.
Oltre alla sanità, anche i settori dei beni di consumo essenziali, finanziario e dei servizi pubblici hanno mostrato una performance positiva. Il segmento dei beni di consumo essenziali è avanzato di oltre 1%, mentre i settori finanziario e dei servizi di pubblica utilità hanno registrato rialzi di 0,8% e 0,4%, rispettivamente.
In direzione opposta, il settore della tecnologia dell’informazione ha subito pressione dopo che un reportage ha indicato che OpenAI starebbe valutando di rinviare la sua offerta pubblica iniziale al prossimo anno. La notizia ha sollevato preoccupazioni sul ritmo degli investimenti in infrastruttura di intelligenza artificiale.
Secondo operatori di JPMorgan, il rinvio ha sollevato dubbi sulla “sostenibilità delle sue spese per infrastruttura, dato il ritardo nel finanziamento da parte dei mercati dei capitali”.
Adam Crisafulli, di Vital Knowledge, ha anche commentato che il rinvio dell’IPO di OpenAI “può rallentare il ritmo delle spese per infrastruttura”.
Le azioni di Micron Technology sono scese di circa 2%, accompagnate da perdite simili in AMD e Intel. Il movimento ha ampliato la pressione sul segmento globale dei semiconduttori.
La vendita di azioni tecnologiche si è diffusa nei mercati internazionali. In Asia, SoftBank Group, uno dei principali investitori di OpenAI, ha guidato le perdite con un calo di oltre 12%. L’indice Kospi della Corea del Sud è sceso di 5,81%, mentre il Kosdaq ha ceduto 4,10%.
In Giappone, il Nikkei 225 ha perso 4,15%, mentre il Topix è sceso di 1,32%. A Hong Kong, l’Hang Seng ha chiuso la giornata in calo di 1,76%, mentre il CSI 300 della Cina continentale ha ceduto 3%. In Europa, anche l’indice Stoxx 600 ha chiuso in rosso, riflettendo il movimento globale di riduzione dell’esposizione al settore tecnologico.
Nonostante le perdite nelle azioni legate all’intelligenza artificiale, dati sulla fiducia dei consumatori superiori alle aspettative e prospettive più favorevoli per l’inflazione hanno aiutato a limitare i cali nei mercati. Il supporto è arrivato anche dopo che il presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Neel Kashkari, ha affermato che ora considera possibile la necessità di un nuovo rialzo dei tassi ancora quest’anno.

