L’inflazione di fondo in Giappone ha registrato un rialzo a giugno e ha ripreso a crescere dopo aver toccato il minimo di quattro anni, indicando un nuovo ciclo di pressione sui prezzi. L’indice, che esclude i cibi freschi, è avanzato dell’1,6% nel periodo, in linea con le proiezioni del mercato.
Il dato segna il primo aumento da marzo e suggerisce che il recente incremento dei prezzi del petrolio inizia a diffondersi nell’economia giapponese. Anche l’inflazione complessiva è salita, passando dall’1,5% a maggio all’1,7% a giugno, rafforzando il movimento di accelerazione.
D’altro canto, la cosiddetta inflazione “core-core”, che esclude i cibi freschi e l’energia, ha rallentato a 1,7%. Questo è il livello più basso dal mese di agosto del 2022, mostrando che parte delle pressioni interne resta ancora moderata.
I prezzi dell’energia hanno avuto un lieve calo dello 0,1% su base annua, dopo un arretramento più marcato del 2,5% a maggio. I sussidi del governo hanno contribuito a contenere i costi per i consumatori, mentre carburanti, elettricità e acqua sono rimasti stabili, interrompendo una sequenza di sei mesi di cali.
Nonostante l’alleviamento per il consumatore, le imprese continuano ad affrontare costi elevati. L’indice dei prezzi alla produzione ha raggiunto il 7,1% a giugno, il livello più alto dal marzo 2023, riflettendo l’aumento dei costi di input energetici e materie prime.
La pressione esterna rimane un fattore centrale. La crisi in Medio Oriente ha inciso sull’approvvigionamento globale di energia, mentre la svalutazione storica dello yen ha aumentato il costo delle importazioni. Dati commerciali recenti mostrano che il valore delle importazioni di petrolio del Giappone è cresciuto di oltre il 59% rispetto all’anno precedente.
Con oltre l’87% dell’energia dipendente dalle importazioni, il paese resta vulnerabile agli shock esterni. Lo yen, scambiato vicino ai minimi di decenni, ha ampliato le preoccupazioni per l’inflazione importata e l’impatto sui consumi.
Nei mercati finanziari, l’indice Nikkei 225 ha mostrato stabilità prima di scendere del 2,14% dopo la pubblicazione dei dati. La Banca del Giappone mantiene inoltre attenzione sui rischi inflazionistici, valutando la possibilità di aggiustamenti più rapidi dei tassi di interesse se le pressioni dovessero persistere.
Questo scenario è seguito da vicino anche dagli investitori globali, inclusi i partecipanti al mercato delle criptovalute, che monitorano gli indicatori macroeconomici per valutare liquidità e comportamento degli asset digitali.

