Le borse statunitensi hanno registrato un calo questo mercoledì (8) dopo che l’aumento del petrolio ha accresciuto la preoccupazione degli investitori per l’inflazione e per gli impatti economici di una nuova escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Il movimento è avvenuto dopo che l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il cessate il fuoco tra i Paesi fosse giunto al termine, riducendo le aspettative di continuità dei negoziati diplomatici.
Tra i principali indici di Wall Street, il Dow Jones Industrial Average ha chiuso la giornata a 52.287,44 punti, con un calo di 637,71 punti, ovvero 1,20%. L’S&P 500 è sceso di 45,85 punti, arretrando dello 0,61%, a 7.458,00 punti.
Anche il Nasdaq Composite, indice con forte presenza di società tecnologiche, ha registrato perdite. L’indicatore ha chiuso la seduta a 25.680,09 punti, con un ribasso di 138,60 punti, pari allo 0,54%.
Altri asset hanno seguito il movimento di avversione al rischio. L’indice Russell 2000 è sceso dello 0,89%, a 2.955,97 punti, mentre il VIX, noto come “indice della paura” di Wall Street, è avanzato dell’8,11%, arrivando a 17,44 punti.
La pressione sui mercati è arrivata soprattutto dal settore energetico. Il petrolio greggio con scadenza il 26 agosto è salito del 6,35%, con un aumento di US$ 4,47, arrivando a US$ 74,91 al barile.
L’aumento del petrolio è avvenuto dopo che Trump ha affermato che l’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran era stata chiusa. Durante una dichiarazione ad Ankara, prima di un vertice della NATO, il presidente americano ha affermato: “Per quanto mi riguarda, è una perdita di tempo occuparsi di loro”, commentando i negoziati con il governo iraniano.
L’aumento delle tensioni ha influenzato anche il mercato delle criptovalute. Il Bitcoin è sceso del 2,44%, scambiato vicino a US$ 61.950,68, seguendo il movimento negativo osservato in altri asset considerati più sensibili al rischio.
Oltre al petrolio, gli investitori seguono i prossimi passi della Federal Reserve riguardo ai tassi negli Stati Uniti. La previsione è che il verbale dell’ultima riunione della Fed offra nuovi segnali sulla direzione della politica monetaria americana.
Nel mercato dei titoli, i rendimenti del Tesoro degli Stati Uniti sono avanzati. Il titolo a 10 anni ha raggiunto il 4,56%, mentre la scadenza a 30 anni ha toccato il 5,07%, livelli che aumentano la pressione su azioni e altri asset finanziari.
L’oro, invece, ha registrato un calo dell’1,98%, venendo scambiato a US$ 4.075,20 per oncia, dopo una sessione caratterizzata dalla ricerca di protezione da parte degli investitori davanti alle incertezze geopolitiche.

