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BlackRock, ARK e Strategy creano un consorzio di sicurezza del Bitcoin

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BlackRock, ARK e Strategy creano un consorzio di sicurezza del Bitcoin
Fonte: Fundo: Polina ⠀ (pexels) · Montagem PortalCripto — BlackRock, ARK e Strategy creano un consorzio di sicurezza del Bitcoin
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Alcune delle società più influenti del settore delle criptovalute hanno deciso di unire le forze attorno a un obiettivo comune: mantenere la rete di Bitcoin protetta nelle prossime decadi.

BlackRock, Fidelity Digital Assets, Coinbase, ARK Invest e Strategy sono tra i nomi che hanno creato il Bitcoin Security Consortium, un’iniziativa che prevede un apporto di US$ 15 milioni nel corso di tre anni.

L’importo sarà destinato a sviluppatori e ricercatori dedicati alla sicurezza di Bitcoin, con particolare attenzione a un tema che sta guadagnando spazio nelle discussioni tecniche: i rischi che il calcolo quantistico potrebbe rappresentare per la rete in futuro.

Il coordinamento sarà affidato a Mike Schmidt, direttore esecutivo di Brink, organizzazione nota per finanziare contributori del codice sorgente di Bitcoin. Oltre a coordinare il lavoro tra i partecipanti, il gruppo intende divulgare aggiornamenti periodici sullo stato delle ricerche.

Queste informazioni saranno condivise sia con gli investitori sia con il pubblico in generale, ampliando la trasparenza di un ambito che spesso resta limitato a cerchie tecniche più chiuse.

Non ci sarà una cassa comune gestita centralmente. Ogni aderente avrà autonomia nel decidere come impiegare le risorse promesse, scegliendo individualmente quali sviluppatori, ricercatori o organizzazioni dell’ecosistema open source riceveranno supporto.

Il consorzio ha tenuto a sottolineare che non intende interferire con il protocollo né con la governance della rete. Secondo il gruppo, lo sviluppo di Bitcoin resterà decentralizzato, senza canali privilegiati di influenza per chi finanzia le iniziative.

Questo punto spesso alimenta dibattito tra utenti più anziani, che guardano con diffidenza l’avvicinamento di grandi istituzioni finanziarie a un progetto storicamente costruito da volontari e organizzazioni indipendenti.

Riguardo alla minaccia quantistica in sé, i partecipanti riconoscono che macchine in grado di compromettere Bitcoin non esistono ancora. Ciononostante, ritengono prudente iniziare già da ora a finanziare studi orientati a standard di protezione post-quantistici.

La logica è semplice: soluzioni di questo tipo richiedono anni di ricerca, test e coordinamento tra sviluppatori prima di qualsiasi implementazione pratica sulla rete.

Per gli investitori che seguono il mercato delle criptovalute, il movimento segnala che aziende con miliardi allocati in Bitcoin hanno iniziato a trattare la manutenzione tecnica della rete come parte della propria strategia di lungo periodo.

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