- I titoli tecnologici guidano i ribassi sui mercati asiatici.
- Le aziende che si occupano di intelligenza artificiale esercitano pressione sul mercato sudcoreano.
- Wall Street influenza le perdite del mercato azionario globale.
Venerdì le borse asiatiche hanno chiuso sotto forte pressione, in particolare in Corea del Sud, dove gli investitori hanno reagito al crollo dei titoli tecnologici statunitensi. La correzione ha interessato principalmente le società legate ai settori dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale, segmenti che avevano sostenuto gran parte dei guadagni del mercato negli ultimi mesi.
L'indice Kospi, principale indicatore del mercato sudcoreano, ha perso il 4,11%, registrando una delle performance peggiori della regione. Tra i titoli che hanno subito i cali maggiori si segnalano Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno perso rispettivamente circa il 6% e l'8%. Anche l'indice Kosdaq, focalizzato sulle società a piccola capitalizzazione e in crescita, ha chiuso in ribasso, con un calo del 2,41%.
Oltre alle pressioni dall'estero, il settore tecnologico sudcoreano ha dovuto affrontare dibattiti interni sulla distribuzione dei profitti generati dai progressi nell'intelligenza artificiale. Il Ministro del Lavoro ha sostenuto che i grandi produttori di chip dovrebbero condividere una quota maggiore dei profitti con i lavoratori e i fornitori, affermando che risultati record potrebbero ampliare la disuguaglianza di reddito.
Il sentimento negativo si è diffuso anche ad altri mercati asiatici. In Giappone, l'indice Nikkei 225 ha perso l'1,1%. In Australia, l'S&P/ASX 200 ha ceduto lo 0,2%. A Hong Kong, l'Hang Seng è calato dello 0,46%, mentre il CSI 300 della Cina continentale ha registrato un calo dello 0,29%.
Il movimento ha avuto origine a Wall Street, dove gli investitori hanno ridotto le posizioni in società legate all'intelligenza artificiale e al settore dei semiconduttori. Sebbene l'indice Dow Jones abbia raggiunto un nuovo massimo storico, avanzando dell'1,73%, il Nasdaq ha registrato una performance peggiore, chiudendo la seduta in calo dello 0,09%.
Gran parte della pressione è arrivata dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di Broadcom. Il produttore di chip ha riportato un fatturato inferiore alle aspettative del mercato, innescando una svendita dei titoli del settore. Le sue azioni sono crollate di oltre il 12%, con ripercussioni negative anche su altre società del settore.
L'effetto si è fatto sentire su diverse società tecnologiche. Arm Holdings ha perso oltre il 4%, mentre Micron Technology ha registrato un calo di quasi l'8%. Anche l'ETF VanEck Semiconductor (SMH), un benchmark per il settore dei semiconduttori, ha chiuso in ribasso.
I mercati hanno continuato a monitorare le incertezze che circondano il Medio Oriente. I segnali contrastanti riguardanti i negoziati per porre fine al conflitto nella regione hanno contribuito ad aumentare la cautela degli investitori, facendo salire i prezzi del petrolio e dei carburanti e aggiungendo ulteriore volatilità ai mercati globali.














