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La BRI afferma che le stablecoin non soddisfano i requisiti di una moneta

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La BRI afferma che le stablecoin non soddisfano i requisiti di una moneta
Fonte: Alesia Kozik/Pexels — La BRI afferma che le stablecoin non soddisfano i requisiti di una moneta
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La Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) ha nuovamente adottato una posizione critica nei confronti delle stablecoin nel suo Rapporto Economico Annuale del 2026. Presentato durante l'assemblea generale dell'istituzione, tenutasi a Basilea, in Svizzera, il documento afferma che questi asset non soddisfano ancora i requisiti necessari per essere considerati denaro all'interno di un sistema monetario moderno.

Nel capitolo "Ancorare la fiducia nel denaro: innovazione oltre le stablecoin", l'istituzione analizza il funzionamento delle principali stablecoin ancorate al dollaro e conclude che esse presentano importanti limitazioni in criteri considerati essenziali per qualsiasi forma di valuta. Tra questi fattori vi sono l'unicità del denaro, l'elasticità dell'offerta, l'interoperabilità tra sistemi e l'integrità delle operazioni.

Secondo il rapporto, le stablecoin presentano frequentemente scostamenti rispetto al valore di riferimento nei mercati secondari. Inoltre, il processo di rimborso di questi asset affronta ancora ostacoli che ne riducono l'efficienza come mezzo di pagamento. Per il BIS, queste caratteristiche avvicinano le stablecoin al funzionamento degli ETF, e non a quello di una valuta utilizzata nella vita quotidiana.

Il documento osserva inoltre che il mercato rimane concentrato. Alla fine di maggio, il valore combinato delle stablecoin era stimato in circa US$ 320 bilhões, con oltre 99% dell'offerta composta da token garantiti da valuta fiat collegata al dollaro statunitense. Gran parte di questo mercato continua a essere concentrata tra USDT e USDC.

Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, il BIS afferma che questo segmento rappresenta ancora una quota ridotta se confrontato con il sistema bancario tradizionale. Ciononostante, l'istituzione ha valutato i possibili impatti nel caso in cui l'adozione di queste valute digitali aumenti significativamente.

Nella simulazione elaborata per l'economia degli Stati Uniti, i ricercatori hanno stimato che un'espansione espressiva delle stablecoin potrebbe aumentare il costo di finanziamento delle banche commerciali e ridurre la disponibilità di credito. Sebbene la maggiore domanda di titoli pubblici potesse generare un certo spazio fiscale, questo beneficio sarebbe insufficiente a compensare gli effetti sul credito e sull'attività economica.

Anche considerando scenari in cui il mercato raggiunga US$ 1 trilhão, US$ 2 trilhões o persino US$ 3 trilhões in valore di mercato, lo studio conclude che l'impatto netto sulla produzione economica rimarrebbe leggermente negativo.

Un altro punto evidenziato dal rapporto riguarda l'uso delle stablecoin in attività illecite svolte su reti blockchain pubbliche. Secondo il BIS, la combinazione tra pseudonimato e wallet in autocustodia rende difficile l'applicazione di meccanismi di "conosci il tuo cliente" e di contrasto al riciclaggio di denaro.

L'istituzione mostra anche preoccupazione per il processo che ha definito "dollarizzazione delle stablecoin". Secondo gli autori, le famiglie delle economie emergenti potrebbero iniziare a utilizzare token collegati al dollaro come riserva di valore, riducendo l'influenza delle valute nazionali e alterando i flussi internazionali di capitale.

Come alternativa, il BIS è tornato a difendere una struttura basata su regole internazionali armonizzate e sull'integrazione della tokenizzazione nel modello finanziario composto da banche centrali e banche commerciali.

L'elemento centrale di questa proposta è un "registro unificato", che riunirebbe riserve tokenizzate delle banche centrali, denaro tokenizzato emesso da banche commerciali e altre forme regolamentate di denaro privato in un'infrastruttura comune, avendo la valuta della banca centrale come riferimento principale.

Il rapporto cita il Progetto Ágora come un esempio di questo approccio. Il prototipo riunisce otto banche centrali, il BIS e più di 40 istituzioni private per sviluppare soluzioni orientate ai pagamenti internazionali, dimostrando come la tokenizzazione possa essere incorporata nel sistema finanziario tradizionale senza dipendere esclusivamente dalle stablecoin.

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