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I prezzi del petrolio oggi aumentano dopo la minaccia di ritorsione dell’Iran

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I prezzi del petrolio oggi aumentano dopo la minaccia di ritorsione dell’Iran
Fonte: Jan Zakelj/Pexels — I prezzi del petrolio oggi aumentano dopo la minaccia di ritorsione dell’Iran
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I prezzi del petrolio oggi registrano un rialzo questa venerdì dopo nuove minacce di rappresaglia da parte dell'Iran, che hanno aumentato le preoccupazioni degli investitori per possibili interruzioni nella fornitura globale della commodity. Il movimento arriva dopo che l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che potrebbe ordinare attacchi contro strutture iraniane se i negoziati diplomatici tra i due Paesi non dovessero avanzare.

Sul mercato internazionale, i futures del petrolio West Texas Intermediate (WTI) per la consegna ad agosto salivano 1,32%, venivano scambiati a US$ 80,09 al barile. Il Brent, riferimento globale per i prezzi del petrolio, avanzava 1,33%, per US$ 85,35 al barile nei contratti di settembre.

L'apprezzamento della commodity avviene in un momento di maggiore cautela tra i partecipanti al mercato. Ogni volta che emergono rischi legati al Medio Oriente, gli investitori iniziano a valutare possibili impatti sulla produzione e sul trasporto del petrolio, dato che la regione ospita alcuni dei maggiori produttori al mondo.

Nel corso di un'intervista rilasciata a Fox News l'ultimo martedì, Trump ha affermato che le forze statunitensi potrebbero colpire l'infrastruttura dell'Iran la prossima settimana, qualora Washington e Teheran non raggiungessero un accordo diplomatico.

La risposta iraniana è arrivata due giorni dopo. In un comunicato diffuso tramite Telegram, un portavoce dell'alto comando militare del Paese ha dichiarato che un'offensiva degli Stati Uniti provocherebbe una reazione su larga scala.

Secondo il comunicato, se le minacce fossero messe in pratica, “tutto ciò che rimarrà ancora intatto... cioè tutta l’infrastruttura della regione, sarà distrutta”.

Le dichiarazioni hanno aumentato le preoccupazioni sulla stabilità dell’offerta globale di petrolio. Qualsiasi interruzione nella produzione o nelle rotte di esportazione del Medio Oriente di solito influenza rapidamente i prezzi internazionali della commodity.

Nonostante l’escalation delle minacce, gli analisti ritengono ancora che ci sia spazio per una soluzione negoziata. Jorge León, vicepresidente senior di Rystad Energy, ha affermato che la società di consulenza continua a considerare un accordo limitato tra Stati Uniti e Irán come lo scenario più probabile, sebbene la fiducia in questa ipotesi sia diminuita.

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