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I future sull'S&P 500 scendono e la tecnologia mette sotto pressione i mercati globali

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PortalCripto
I future sull'S&P 500 scendono e la tecnologia mette sotto pressione i mercati globali
Fonte: Kindel Media/Pexels — I future sull'S&P 500 scendono e la tecnologia mette sotto pressione i mercati globali
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Le borse globali hanno chiuso la settimana sotto pressione dopo una nuova ondata di vendite di azioni tecnologiche negli Stati Uniti, movimento che ha influenzato anche l'umore degli investitori in diversi mercati finanziari, incluso il settore delle criptovalute.

Nelle contrattazioni future di giovedì sera, i contratti dell'S&P 500 hanno registrato un calo dello 0,6%, mentre i futures del Nasdaq 100 sono scesi dell'1,3%. I futures del Dow Jones hanno invece mostrato una perdita più moderata, con un calo di circa 0,15%.

Durante la seduta regolare, l'indice Nasdaq Composite è sceso dello 0,46%, accumulando la sua prima sequenza di quattro sessioni consecutive di perdite da febbraio. L'S&P 500 ha chiuso praticamente stabile, con un lieve calo dello 0,01%. Al contrario, il Dow Jones è avanzato dello 0,14%, sostenuto da acquisti di azioni dei settori sanitario, finanziario e industriale.

L'indebolimento dei giganti della tecnologia ha avuto un ruolo centrale nella performance degli indici. Apple ha perso il 6% dopo aver annunciato aumenti di prezzo su iPad e MacBook, citando costi più elevati legati alla domanda di memoria e archiviazione. Anche Microsoft ha registrato un calo superiore al 3% dopo aver comunicato adeguamenti dei prezzi delle console Xbox a causa dell'aumento dei costi dei componenti.

Anche altre aziende del settore, come Alphabet e Meta Platforms, hanno chiuso la giornata in territorio negativo, ampliando la pressione sul Nasdaq.

Per Julia Hermann, strategist globale dei mercati di New York Life Investment Management, il momento richiede attenzione da parte degli investitori. Secondo lei, “This is a market that we think is quite set up to test conviction. We have this flavor of market leadership in specifically semiconductors and memory chip leaders”.

L'esperta ha aggiunto: “This is a structurally more volatile flavor of tech than we saw in the Magnificent Seven for the past several years.”

Hermann ha anche sottolineato che il cambiamento nelle aspettative legate al Federal Reserve ha contribuito ad aumentare la volatilità. Nella sua valutazione, “Then you pair that with an astonishing repricing in Fed expectations — not just the what, but the why of why the Fed might be hiking next — and you have this environment, which is candidly a recipe for volatility.”

In Asia, ha prevalso il sentiment negativo. L'indice Kospi, della Corea del Sud, ha guidato le perdite regionali con un calo del 6%, mentre il Kosdaq è sceso di oltre il 2%. In Giappone, il Nikkei 225 è sceso del 3,82% e il Topix ha perso l'1,26%.

Anche Hong Kong ha registrato una forte pressione di vendita, con l'Hang Seng in calo di quasi il 2%. Nella Cina continentale, il CSI 300 è sceso del 2,3%. L'S&P/ASX 200, principale indice dell'Australia, ha invece chiuso praticamente stabile.

Nel bilancio della settimana, il Nasdaq si avvia verso una svalutazione del 4,4%, mentre l'S&P 500 registra un calo dell'1,9%. Il Dow Jones procede nella direzione opposta, sostenendo un guadagno settimanale dello 0,7%.

Gli investitori ora seguono la pubblicazione delle scorte all'ingrosso preliminari di maggio e la lettura finale di giugno dell'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan, dati che possono influenzare le aspettative per l'economia americana e il comportamento dei mercati finanziari nei prossimi giorni.

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