Il Bitcoin (BTC) veniva scambiato venerdì a US$ 62.768,00, in calo dello 0,7% nell’ultima ora e del 2% nelle ultime 24 ore. Nel bilancio della settimana, la principale criptovaluta al mondo cede il 2,5%, sotto pressione da un movimento di prese di profitto che si è diffuso praticamente in tutto il settore. Anche con il ribasso, l’attività mantiene la sua leadership assoluta, con una capitalizzazione di mercato vicina a US$ 1,26 triliardi e un volume scambiato di US$ 24,68 miliardi nel periodo.
La seconda moneta per capitalizzazione, l’Ethereum (ETH) era quotato a US$ 1.813,27, con un calo dell’1,2% nell’ultima ora e del 3,3% in 24 ore. In controtendenza rispetto al Bitcoin, però, la moneta mostra ancora un lieve aumento dello 0,8% nella settimana — segnale che parte degli investitori continua a scommettere sulla ripresa del secondo progetto più grande del mercato, che ha movimentato US$ 10,41 miliardi e conta un valore di mercato di US$ 218,83 miliardi.
Tra le altre criptovalute, lo scenario è stato prevalentemente negativo. La BNB è scesa a US$ 558,40, con una perdita del 3,3% nelle ultime 24 ore, mentre l’XRP, scambiato a US$ 1,07, è sceso del 2,7% nello stesso intervallo e accumula un calo del 3,5% nella settimana. La Solana (SOL) ha figurato tra i ribassi di maggior rilievo, quotata a US$ 73,67 e subendo un deprezzamento del 7,1% negli ultimi sette giorni.
Il calo più marcato, tuttavia, è arrivato da Hyperliquid (HYPE), che ha registrato un calo del 9% nelle ultime 24 ore e del 13,4% nella settimana, scambiato a US$ 59,57. Quanto alla TRON (TRX), a US$ 0,3224, si è mostrata relativamente più resiliente, con un ribasso di appena lo 0,2% nel giorno. Chiudendo il gruppo delle principali monete, il Dogecoin (DOGE) scendeva del 2,3% in 24 ore, quotata a US$ 0,0713.
Il tono negativo del mercato cripto segue il clima di avversione al rischio nelle borse americane. In questa giornata di venerdì, i future dei principali indici di New York si muovevano al ribasso e si avviavano verso perdite nella settimana: quello dell'S&P 500 arretrava di circa 1%, mentre quello del Nasdaq-100 cedeva di circa 2%, trascinato dal settore dei semiconduttori. Le azioni di Netflix sono crollate di oltre 9% nell'after-hours dopo che la società ha divulgato una guidance di ricavi per il terzo trimestre al di sotto delle attese, in un contesto che la stessa compagnia ha descritto come sempre più competitivo nell'intrattenimento.

