A Aave, maggiore protocollo di finanza decentralizzata (DeFi) in valore totale bloccato (TVL), ha annunciato l’adozione di Chainlink CCIP come standard ufficiale per la propria infrastruttura tra blockchain. La misura amplia una collaborazione avviata anni fa e coinvolge l’applicazione di Aave, i Stable Vaults e le operazioni della stablecoin GHO su reti diverse.
Con l’integrazione, il CCIP passa a essere responsabile dell’elaborazione di messaggi e movimentazioni di asset in un’unica transazione. La proposta elimina le fasi intermedie normalmente richieste nei trasferimenti tra blockchain, consentendo agli utenti di effettuare depositi, prelievi, ribilanciamenti di vault e strategie di ottimizzazione del rendimento tramite una singola interfaccia.
Inizialmente, i Stable Vaults utilizzano questa struttura per operazioni tra Ethereum, Base e Arbitrum. Invece di dipendere da molteplici bridge e processi separati per la movimentazione degli asset, il protocollo riunisce tutte le azioni in un unico livello di comunicazione, riducendo la complessità delle operazioni cross-chain.
Lo stesso modello giova anche alla governance della piattaforma. Le proposte approvate sulla rete Ethereum possono essere eseguite automaticamente sulle altre blockchain su cui Aave è distribuita tramite l’infrastruttura nota come a.DI (Aave Delivery Infrastructure), mantenendo il coordinamento tra reti diverse.
La stablecoin GHO amplia anche la propria integrazione con la tecnologia di Chainlink. L’asset utilizza già lo standard Cross-Chain Token (CCT) del CCIP ed è disponibile su otto blockchain. A seconda della rete utilizzata, i trasferimenti seguono modelli distinti di blocco e coniazione oppure di burn e coniazione, preservando l’offerta totale della criptovaluta e garantendo che tutte le unità restino equivalenti indipendentemente dalla blockchain utilizzata.
"Il CCIP supera questi standard e amplia l’infrastruttura su cui Aave già fa affidamento, diventando lo standard cross-chain ideale per il protocollo."
Anche la sicurezza dell’infrastruttura ha ricevuto un’attenzione particolare. Ogni canale utilizzato dal CCIP include almeno 16 operatori indipendenti di nodi, distribuiti tra organizzazioni, regioni e provider di infrastruttura diversi. Inoltre, limiti nativi di commissione aiutano a limitare movimentazioni eccessive in situazioni anomale, riducendo i rischi durante le operazioni tra blockchain.
Secondo Aave, questi meccanismi seguono gli stessi parametri di gestione del rischio impiegati nella valutazione degli asset elencati dal protocollo, utilizzando metodologie sviluppate in collaborazione con LlamaRisk e con la stessa Aave Labs.
Sul mercato, il token AAVE veniva scambiato vicino a US$ 98,02 al momento della pubblicazione, accumulando un apprezzamento di 1,5% nelle ultime 24 ore e un avanzamento di circa 4,2% negli ultimi sette giorni. La capitalizzazione di mercato dell’asset si aggirava intorno a US$ 1,45 miliardi.
L’adozione del CCIP rappresenta un ulteriore passo nella partnership avviata tra Aave e Chainlink nel 2020, quando i feed di dati della rete oracolo hanno iniziato a supportare diverse funzioni del protocollo. Poiché il CCIP opera su questa stessa infrastruttura decentralizzata, l’espansione delle operazioni tra blockchain sfrutta una base tecnologica già utilizzata da Aave, estendendone l’interoperabilità senza alterare il modello di sicurezza impiegato nel corso degli ultimi anni.

